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Cani nelle carceri: cure e cibo in cambio di affetto ai detenuti (Ita/Eng)

Il programma, lanciato negli Usa nel 1981, sta prendendo sempre più piede. I quadrupedi arrivano da canili sovraffollati o dalla strada e vengono curati dai carcerati. Ma i servizi di toletta e pensione sono aperti anche agli animali padronali a prezzi competitivi.

Ricevono cibo, coccole e affetto. In cambio offrono compagnia e allegria a chi trascorre le proprie giornate all'interno del carcere.



Le prigioni americane si scoprono sempre più amiche dei cani in un progetto che, lanciato nel 1981, aiuta animali e detenuti.
Ma non solo. L'iniziativa rende la vita più facile anche a chi vive fuori dal carcere, che può approfittare di prezzi concorrenziali per alcuni servizi di base, come toletta e pensione.
Un programma che negli ultimi tempi, stando al Wall Street Journal, è stato adottato da un numero crescente di prigioni.

L'idea di base è far incontrare cani sfortunati, sottratti a canili sovraffollati o abbandonati con carcerati con storie difficili alle spalle. Alcuni cani riescono ad approdare nelle carceri che hanno aderito al programma, e lì vivono una vita più serena, offrendo sollievo anche ai detenuti, soprattutto donne, che si occupano di loro, accudendoli e addestrandoli.

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Unica condizione per i carcerati, per entrare nel programma, è quella di non aver commesso alcuna infrazione durante il periodo trascorso dietro le sbarre.
Per loro, il vantaggio non è solo quello di trovare 'nuovi amici'. Infatti, una volta nel progetto, il loro 'stipendio' aumenta: i membri del programma guadagnano infatti 1,41 dollari l'ora, un compenso di tutto rispetto, considerato che i lavori in cucina e di pulizia fruttano un terzo di questa cifra.
E i benefici dei cani nelle strutture carcerarie sono evidenti: così come negli ospedali, molti cani sono una terapia. "Mi ha insegnato come controllarmi. Ho imparato a essere più giusta" afferma Alvinita Stuart, carcerata a Gig Harbor, a Washington, per omicidio e con una condanna che finirà nel 2016.

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A Gig Harbor anche ai cani viene offerta una seconda chance. È il caso di Pax, un esuberante Golden Retriever, precedentemente cacciato da un carcere del Wisconsin dove era stato definito incorreggibile. Pax a Gig Harbor ha trovato la sua 'anima gemella', una condannata per omicidio che lo ha rimesso sulla giusta strada e gli ha consentito di divenire un cane di sostegno per i disabili.

Il carcere di Gig Harbor si è spinto anche oltre, offrendo servizi anche a chi è fuori dal carcere: per la cifra competitiva di 25-80 dollari offre servizi spa per i cani, come bagno, unghie e taglio. Ma anche programmi di addestramento, talmente richiesti che c'è una lista d'attesa di due anni.

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Ma anche le carceri italiane non disdegnano la presenza degli amici a quattro zampe per alleviare la pena dei detenuti. La scorsa estate un uomo, Ludovico Valentini, rinchiuso a Castrogno, in provincia di Teramo, ha chiesto al direttore della struttura di poter incontrare il suo Attila. Permesso accordato.

A Caterina, una femmina di American Staffordshire, un anno e mezzo fa, è andato, invece, il primato di essere stato il primo cane a varcare i cancelli del carcere Dozza, a Bologna, per rivedere il suo amato padrone.

Fonte: Repubblica.it

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 GIG HARBOR, Wash.— The penitentiary here holds more souls than it was ever designed for. Some of the residents are loud and "mouthy," needing lots of one-on-one attention; a few just can't keep still.
Others just want a good tummy rub.
Home to female offenders, including murderers, Gig Harbor is one of several prisons across the country that welcome dogs with a bad rap.
The Washington Corrections Center for Women here pioneered the concept of matching abandoned, abused and neglected dogs with offenders, many of whom come from backgrounds almost as dire.

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Launched in 1981, the program has blossomed into a plethora of nonprofits bearing names like Colorado Cell Dogs, Death Row Dogs and New Leash on Life—all of which rescue dogs from crowded shelters. From there, they get straightened out by prisoners.
With repetition, rehabilitation blooms into skill sets a dog can really be proud of. From fetching tennis balls con-canines learn to pick up house keys for the wheelchair bound. Starting with leash-tugging exercises, a dog may learn to help fallen humans to their feet.

Offenders here earn their way into the dog program by remaining infraction-free during their incarceration. They also earn $1.41 an hour—a good wage in an institution where kitchen jobs or swinging a mop pays less than a third of that.

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"This is what gets me through," says Alvinita Stuart, a convicted murderer whose sentence ends in 2016.
Some also get the benefit of canine therapy, learning to talk out their problems with a psychologist while stroking a well-mannered pooch at their sides.
Ms. Stuart, 49, says she becomes "synchronized" with each dog in her care.
"One taught me how to control myself," she says. "I learned I had to be fair. I couldn't be inconsistent."

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She says the best part is having a dog to take back to her unit each night. Recently, she was paired with Zuma, a Lab-Pit Bull mix, whom she is training to be a service dog.
At Gig Harbor, the dogs, just like the inmates, are given the chance to redeem themselves.

 Fonte: The Wall Street Journal

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