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Un dubbio serpeggia circa il divieto in Italia di sperimentare su cani e gatti randagi

POPOLO!

Voi umani siete proprio incomprensibili.
Mettetevi nei nostri panni quadrupedi e poi non stupitevi se non capiamo bene se davvero ci amate o odiate.

Questa è l'ultima notizia che ci è arrivata.

Come il Regno Unito, anche l’Italia aveva solennemente promesso che mai e poi mai nel Bel Paese si sarebbe sperimentato su cani e gatti randagi.
Ma non è andata così. Da poco visibile sul sito del Governo, la bozza di decreto legislativo che recepisce la Direttiva europea 2010/63/Ue sulla vivisezione è molto chiara: il primo comma lo esclude (“E’ vietato l’impiego nelle procedure di animali randagi o provenienti da canili o rifugi”). Ma ecco, subito dopo, il comma n. 2 in virtù del quale ogni cosa di colpo è permessa.

E’ la stessa tecnica utilizzata lungo tutta la Direttiva, infarcita di frasette studiate per cercare di rendere appetibile il veleno: l’articolo 14 vieta di massacrare gli animali senza anestesia? Sì, ma…sette righe più in là, ecco che diventa prassi normale; l’articolo 8 vieta di sperimentare sulle scimmie antropomorfe? Sì, però, basta ri-leggere l’articolo 7 (articolo 55 della Direttiva originale) per scoprire che anche questo, volendo, si potrà fare. L’articolo 15 vieta di infliggere dolore, sofferenza e angoscia troppo prolungati agli animali? Che fortuna, se non ci fossero le “clausole di salvaguardia” (dei ricercatori) che invece lo consentono…

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E così, su cani e gatti randagi – quelli da prelevare nei canili o nei rifugi (e perché no, anche dalla strada o da simpatiche famiglie propense a liberarsi del loro più caro amico per un nobile scopo: la “ricerca”) ecco che a insindacabile giudizio degli sperimentatori e dei loro referenti al Ministero, diventa lecito anche in Italia procedere in un gran numero di occasioni. Per esempio:

- quando è impossibile raggiungere lo scopo della procedura utilizzando specie diverse;

- quando le procedure perseguono uno degli scopi dell’articolo 5 comma 1 lettera a (ricerca di base);

- quando le procedure sono condotte nell’interesse della salute dell’uomo o delle specie animali;

- quando le procedure sono condotte allo scopo di evitare, prevenire, diagnosticare o curare affezioni umane debilitanti nonché potenzialmente potenzialmente letali.

In una parola: sempre. E se ci fossero dubbi, l’articolo 10 del Decreto, che consente di sperimentare anche su animali che non provengono da allevamenti o fornitori autorizzati (e quindi dalla strada et similia?), chiude il cerchio per sempre.

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La precedente Direttiva europea, datata 1986, proibiva di infierire su cani e gatti randagi in tutta la Comunità.
Pensavano gli europarlamentari di allora che il randagismo, specie quello dei cani, fosse un fenomeno da popoli incivili, da eliminare nel più breve tempo possibile (con cura, attenzione, sterilizzazioni di massa, tatuaggi, microchip, controlli, e castigando in modo serio gli abbandoni).
Gli europarlamentari d’oggi non lo pensano più. L’ex ministro Renato Balduzzi, gli ultimi giorni del governo Monti, aveva scritto alla Commissione Europea esprimendo solenne rifiuto nei confronti della vivisezione sui randagi. E al popolo degli animalisti era stato servito un bel comunicato in cui venivano giudicati “irrinunciabili i diritti di maggior tutela degli animali, e in particolare dei randagi, già vittime del reato di abbandono”. L’Italia, insomma, avrebbe dato uno schiaffo morale a tutti gli altri popoli europei.

Ora, ci sono libri e ci sono articoli di giornale che raccontano che cosa succede nei paesi dove sperimentare sui randagi è prassi abituale da decenni: per esempio l’Australia e gli Stati Uniti. In quest’ultimo paese è addirittura l’Accademia nazionale delle Scienze a svolgere inchieste e denunciare il ripetersi di scandali e abusi. Sono storie orribili.

Io, come cane mi chiedo, cosa vi abbiamo fatto di male?

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Fonte: Il fatto quotidiano

Altre info qui: geapress

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4 comments

  • Posted 3 years ago

    no alla sperimentazione sugli animali….. carogne

    by gianluca on dicembre 20, 2013 6:12 pm | Rispondi
  • Posted 3 years ago

    E’ ormai provato che la sperimentazione su animali è inutile all’uomo e dannosa a di poveri innocenti che subiscono torture inaudite in nome della scienza…Basta! no sperimentazione su animali…

    by Maraingela Restelli on dicembre 20, 2013 10:30 pm | Rispondi
  • Posted 3 years ago

    basta maltretamenti e ora di finirlaaaaaaaaaaaaa

    by sladjana on dicembre 21, 2013 6:11 am | Rispondi
  • Posted 3 years ago

    basta maltratamenti

    by sladjana on dicembre 21, 2013 6:12 am | Rispondi

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